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Stop Coronavirus: i numeri della prima fase

By 17 aprile 2020#!31Mar, 14 Lug 2020 15:05:19 +0000p1931#31Mar, 14 Lug 2020 15:05:19 +0000p-3+00:003131+00:00x31 14pm31pm-31Mar, 14 Lug 2020 15:05:19 +0000p3+00:003131+00:00x312020Mar, 14 Lug 2020 15:05:19 +0000053057pmmartedì=706#!31Mar, 14 Lug 2020 15:05:19 +0000p+00:007#Luglio 14th, 2020#!31Mar, 14 Lug 2020 15:05:19 +0000p1931#/31Mar, 14 Lug 2020 15:05:19 +0000p-3+00:003131+00:00x31#!31Mar, 14 Lug 2020 15:05:19 +0000p+00:007#No Comments

ll Covid-19 è arrivato anche in Senegal e Gambia. Energia per i Diritti Umani, assieme alle associazioni partner e ai volontari locali, ha trasformato il progetto Stop Malaria, che stava sostenendo nei due paesi con l’aiuto del Servizio Civile Universale, nella Campagna Stop Coronavirus, per prevenire la diffusione della pandemia e limitarne l’impatto sul tessuto economico e sociale.

I TEMPI
Dopo i primi casi in Egitto, Algeria e Nigeria (rispettivamente 14, 25 e 27 febbraio), il Senegal è il secondo centro dell'Africa subsahariana ad essere colpito dal virus. Il primo paziente positivo viene confermato il 2 marzo e dopo nemmeno due settimane il numero di pazienti infetti aumenta a venti. Il 14 aprile sono state introdotte diverse limitazioni : il divieto, per un periodo di 30 giorni, di tutte le manifestazioni pubbliche sul territorio nazionale; il rafforzamento dei controlli sanitari alle frontiere terrestri, aeree e marittime; la chiusura di scuole e università, fino al 6 aprile. Il 23 è stato annunciato lo stato di emergenza (riconfermato e prorogato di un altro mese il 3 aprile): coprifuoco dalle 20 alle 6 del mattino; interruzione di qualsiasi attività tranne quelle alimentari e farmaceutiche; divieto di lasciare il proprio comune ... con l'esercito allertato per far rispettare il decreto. Nel frattempo, il numero di persone con sintomi di coronavirus sale a 207. Il Gambia invece mantiene numeri stabili - su 3/4 persone - fino all'11 aprile, quando c'è un balzo di 5 unità (si consideri che i cittadini sottoposti al test sono complessivamente 298), ma introduce rapidamente misure di contenimento: dal blocco delle frontiere, all'arresto forzato di stabilimenti commerciali non essenziali, al divieto di creare assembramenti, anche sui trasporti pubblici. Nonostante l'improvvisa risposta dei due governi, tuttavia, ci sono molte perplessità: la mancanza di informazioni sui rischi reali della pandemia tra la popolazione è uno dei principali problemi che devono essere affrontati. A ciò si aggiungono le già precarie condizioni economiche, che costringono la maggior parte degli abitanti a non avere scelta tra uscire per strada per rimediare a un pasto "caldo" e rimanere a casa; la mancanza di norme igieniche e sociali per prevenire la diffusione di agenti patogeni ... fino alle carenze più basilari, come l'acqua per sciacquarsi le mani.

Nell’escalation di infetti e veti cautelativi, la decisione di riconvertire la Campagna in Stop Coronavirus prende vita il 15 marzo. Dopo una periodo dedicato alla riorganizzazione e focalizzato sulla sensibilizzazione (principalmente tramite web), il 27 giungono a Keur Marietou, a Pikine, le prime 3000 bottiglie di candeggina, per la pulizia e la disinfezione. Il 28, anche con il supporto di People for Change, 50 container con rubinetto, contenenti acqua e candeggina, sono pronti per essere installati nelle vie dei villaggi di Ballanghar, Kauur e Gengjie (Gambia): ogni elemento è accompagnato da un volantino che ne illustra le funzioni. Il 29 il progetto viene ufficialmente inaugurato: distribuzione porta a porta di kit per la salvaguardia personale (mascherine, guanti, sapone) e di materiale informativo per spiegare come difendersi dal virus. Oltre 500 famiglie incontrate, per 30 volontari, in una sola volta. Il 29 è inoltre il giorno in cui viene lanciata la raccolta fondi per rendere le azioni ancora più capillari e incisive; il budget complessivo è di 2000 euro. Si prosegue infine tra le case il 5 aprile a Yeumbel e il 13 a Keur Massar - con l’ausilio di infermiere e con l’aggiunta di questionari, per comprendere come meglio adattare le indicazioni da fornire - e l’11, con l’arrivo di ulteriori 20 taniche da 100 litri da distribuire tra Pikine Est (Dakar) e le aree rurali di Sossop, Ndiandiane, Tattaguine e Bandoulou, negli ospedali, nei centri di salute comunitari, negli uffici pubblici e in strada.

AFRICA
Della reale difficoltà nel calcolare i contagi e dell’insufficienza del servizio sanitario locale per affrontare la pandemia, ne abbiamo brevemente accennato al lancio di Stop Coronavirus : i laboratori non sono attrezzati per processare un numero ottimale di tamponi; i letti per terapia intensiva sono risibili. Non solo: non esistono norme minime di sicurezza tra lo stesso personale medico (a cominciare da guanti e mascherine). Oumar Khassimou Dia , vice presidente di Énergie pour les Droits del'Homme Sénégal, e nostro partner nella campagna lo racconta così: da una parte ci troviamo di fronte a restrizioni messe in atto da governi che sorprendono per tempestività e risolutezza (i paesi sono ben preparati per le emergenze, la storia lo insegna); dall'altra, ad un'effettiva incoerenza di mezzi, che, se il Covid-19 si diffondesse nello stesso modo dell'Europa, travolgerebbe intere comunità senza sforzi. Una possibile risposta per rallentare l'impatto della malattia è lavorare dal basso, a contatto con le popolazioni, condividendo lezioni su come comportarsi, quali sistemi di igiene e spaziatura adottare, fornendo loro strumenti essenziali per proteggersi. Ribadiamo: è fondamentale far capire alla gente che il virus esiste ed è pericoloso. E non è (esclusivamente) fatalismo atavico africano; la scarsità di notizie, di divulgazione (l'abbiamo già detto), è il principale ostacolo da superare, così come le mistificazioni intenzionali di alcuni gruppi (“Top Cleric” dichiara Coronavirus immunità di fedeli, scrive africanews.com).

Per quanto riguarda il numero dei contagi, sono stati superati i 15.000 nell’intero continente; oggi (16 aprile 2020) in Senegal sono 335, in Gambia 9. Le prospettive, però, lasciano ancora incerti. Quando aspettarsi l’ondata? È stata bloccata per tempo o si tratta unicamente di attendere che quel divario iniziale di qualche settimana di ritardo venga colmato? C’è la possibilità che il diverso clima e la lontananza tra i centri urbani ne attenuino la propagazione? Come reagiranno i corpi? Siamo di fronte agli abitanti più giovani del pianeta. Ma con un’incidenza di malattie (HIV, malaria, tubercolosi) altissima. Si può sperare nell'immunità addestrata o sistemi immunitari in passato compromessi, sottoposti a costante malnutrizione, faranno il resto? Le domande sono ancora aperte; quel che è sicuro è che il Coronavirus metterà le persone in ginocchio, se non fisicamente, almeno economicamente.

LA CAMPAGNA
Il 15 aprile, la fase 1 di Stopcovid è terminata. Si è deciso di articolare la campagna in tre parti, concentrandosi inizialmente sulla sensibilizzazione; successivamente introducendo misure in grado di ridare slancio al già fragile tessuto occupazionale, attivando risorse per aumentare i magri bilanci interni.
I fondi raccolti nel corso dell'ultimo mese ( 15 marzo - 15 aprile ) sono stati utilizzati per l'acquisto e la distribuzione gratuita di mascherine, guanti, sterilizzatori, vasche per l'erogazione di soluzioni idroalcoliche e sapone tra la popolazione (ricordate che siamo in paesi in cui non solo è facile esaurire il denaro per acquistare il minimo indispensabile per la sussistenza, ma anche non avere accesso all'acqua è frequente). A partire dalle aree urbane di Pikine, Yeumbel (Dakar), Keur Massar in Senegal, e i villaggi di Ballanghar, Genjie e Kauur in Gambia nella Regione del North, gli interventi si sono progressivamente estesi alle zone rurali della Ndiadiane, Sossop, Tattaguine e Bandoulou, sempre in Senegal. Abbiamo parlato all'apertura del porta a porta condotto dai volontari (ai quali si sono unite le infermiere): il loro sforzo è stato quello di diffondere dati e informazioni utili; spiegare - distribuendo i kit - il corretto funzionamento degli strumenti di protezione e le norme igieniche e sociali da adottare. In poco più di due settimane sono state raggiunte oltre 2000 persone, grazie a circa 50 attivisti e promotori sanitari. A questo si è aggiunta l'installazione di taniche per lavarsi le mani (70 in totale), nelle strade di maggior passaggio, nelle cliniche, e negli uffici pubblici.

Ieri, col contributo supplementare di 5000 euro del Comune di Pino Torinese per il progetto di cooperazione 2020, che si sommano a quelli raccolti con un finanziamento collettivo su Facebook, si è inaugurata la seconda fase della campagna (15 aprile – 30 maggio 2020). Prosegue l’assegnazione di dispositivi di salvaguardia individuale, ma assieme alle comunità locali, i beneficiari sono anche gli ospedali di Dakar e degli altri 5 piccoli centri. Le strutture mediche necessitano delle più basilari attrezzature, e stanno iniziando ad essere dotate non solo di guanti, gel e mascherine, ma di termometri thermoflash e di taniche da 100 litri. Si rafforza inoltre la capacità di contattare un numero sempre maggiore di abitanti: congiuntamente al casa per casa, la sensibilizzazione ora passa attraverso una carovana itinerante provvista di megafoni, nei quartieri di Dakar e Pikine.

La fase 3 di Stop Coronavirus (1 giugno 2020 – 1 giugno 2021) si concentra sullo sviluppo economico: il blocco totale delle attività e lo stato di emergenza stanno incidendo pesantemente sulla già compromessa gestione delle (poche) risorse disponibili. Si stima che l’Africa subirà una pesante recessione, perdendo tra il 2,1% e il 5,1% del PIL. Per attenuare le conseguenze della pandemia sulle diverse realtà, saranno messi in moto piani di microcredito, per erogare piccoli prestiti (100/200 euro), senza interessi, a gruppi di donne che sottoporranno idee sostenibili e di interesse per la collettività.

Una nota a margine: oltre ai partner locali e ai volontari, 20 persone stanno aiutando dall'Italia, suddivise in 4 gruppi di lavoro: Comunicazione; Grafica; Raccolta fondi; Prevenzione.
In Senegal e Gambia ci affidiamo a promotori della salute che sono già stati definiti e addestrati per fermare la malaria. Per il momento, l'India non ha bisogno di materiale per la cura e l'igiene, ma può essere necessario, nel prossimo futuro, per sostenere il funzionamento della Casa dove circa 90 bambini sono alloggiati. Con la chiusura forzata, sorge il problema di mantenere i centri senza alcun reddito economico. Lo stesso vale per Keur Marietou, con 26 insegnanti, cuochi, bidelli e assistenti che vivono grazie alla scuola, e che rimarranno bloccati per un altro mese per ora.

CONCLUSIONI Se sei arrivato fin qui, è perché sei consapevole che il tuo contributo è prezioso; che tutti possiamo fare qualcosa. Chi può doni, chi non può aiuti a raccontare la campagna a più persone possibili. Solo così possiamo fare la differenza.

Inoltre, rimani sintonizzato… noi continueremo ad aggiornarti sui progressi di Stop Coronavirus sia sulla pagina Facebook, che sui siti https://www.sostegnoadistanza.eu/modulo/home/ e energiaperidirittiumani.it.

Grazie!

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