Campagna Stop Coronavirus

Stop Coronavirus: si è conclusa la fase 2

By 28 luglio 2020#!31Mar, 13 Ott 2020 14:32:17 +0000p1731#31Mar, 13 Ott 2020 14:32:17 +0000p-2+00:003131+00:00x31 13pm31pm-31Mar, 13 Ott 2020 14:32:17 +0000p2+00:003131+00:00x312020Mar, 13 Ott 2020 14:32:17 +00003223210pmmartedì=706#!31Mar, 13 Ott 2020 14:32:17 +0000p+00:0010#Ottobre 13th, 2020#!31Mar, 13 Ott 2020 14:32:17 +0000p1731#/31Mar, 13 Ott 2020 14:32:17 +0000p-2+00:003131+00:00x31#!31Mar, 13 Ott 2020 14:32:17 +0000p+00:0010#No Comments

A che punto siamo giunti con la Campagna Stop Coronavirus? Ci eravamo lasciati col resoconto dei progressi del progetto a metà aprile , nel momento in cui l’arrivo di nuovi fondi provenienti dal Comune di Pino Torinese ci aveva permesso di inaugurare la seconda fase di lavori e di strutturare gli interventi in modo più capillare e articolato. Se dal 15 marzo al 15 del mese successivo si è dato spazio principalmente alla prevenzione e alla divulgazione dei rischi della pandemia porta a porta, grazie all’ausilio dei volontari presenti a Dakar e in Gambia, da quella data in poi ci si è potuti allargare in un numero maggiore di villaggi e anche in strutture pubbliche, distribuendo non solo guanti, mascherine e sapone, candeggina ed erogatori, ma anche termometri a infrarossi e pacchi di viveri. Le azioni di sensibilizzazione sono poi proseguite tanto nella forma tradizionale (casa per casa) che con mezzi pensati per impattare su ampie fette della popolazione, ovvero noleggiando furgoni con altoparlanti o servendosi della portata comunicativa di murales creati ad hoc.

Ripercorrendo le tappe salienti del ciclo delle operazioni: dal 17 aprile sono state installate diverse postazioni per la disinfezione delle mani nelle vie di Bandoulou, Ndiandiane e Tattaguine e nelle "postes de santé" (ambulatori) di Pikine Est, Fissel e Ndiandiane (Senegal).  Alla periferia di Dakar bidoni sono stati collocati anche in una "daara" (scuola coranica) e nel mercato locale.  I dispositivi medici , come accennato in precedenza, hanno ricevuto - sia nelle città che nelle zone rurali - le quantità necessarie di gel antisettico e THERMOFLASH per misurare la febbre a distanza.  Infine, a luglio, anche da parte del Comune di Pino Torinese, sono arrivati ulteriori 3000 euro per l'acquisto di strumenti con cui dotare le scuole al fine di proteggere bambini e insegnanti al rientro in classe.
Sul fronte della prevenzione, l'arrivo di un furgone dotato di amplificatori e l'assemblaggio di supporti per la distribuzione di materiale informativo, con il compito di spiegare come difendersi dal virus - a partire dal 24 aprile in poi per circa due settimane -, ha facilitato il contatto con un numero considerevole di abitanti di Pikine.  Le pitture murali realizzate da Modou per tutto il mese di maggio e in diverse parti della città, d'altra parte, avevano la funzione di dimostrare, con immagini semplici e di facile lettura, le regole di igiene da seguire, per esempio come usare una mascherina o come mantenere la distanza fisica tra le persone.
In questa fase si è aggiunto un nuovo, importante passaggio: è stato confermato che il lockdown stava riducendo alcune famiglie ad uno stato di estrema povertà.  Finora sono stati distribuiti prodotti alimentari in grado di sostenerle e gli aiuti continueranno almeno fino a settembre.

Da circa un mese, per concludere, sono in corso gli studi e i preparativi per riprendere le attività di microcredito e di aiuto all’economia locale. La fase 3 di Stop Coronavirus, come anticipato qui, si concentra sul rilancio dell’imprenditoria femminile, erogando piccoli prestiti (100/200 euro), senza interessi, a chi sottoporrà idee sostenibili e di interesse per la collettività. In autunno ripartiranno i viaggi per mettere in opera i processi di formazione e avviamento professionale. Lo scopo, poi, sarebbe quello di supportare la rete di donne di Pikine grazie all’apertura di un emporio in situ e alla promozione dei loro prodotti in Italia. Noi vi terremo aggiornati strada facendo, e chiunque abbia voglia di contribuire, con idee, donazioni o solo dando una mano, è il benvenuto!

ULTIME DAL SENEGAL: EVOLUZIONE DELLA MALATTIA E RIAPERTURA NEL PAESE
Prima di salutarci ti lasciamo alcune informazioni generali sull'evolversi della situazione in Senegal, sia sociale che sanitaria.
Lo stato di emergenza, decretato il 23 marzo, è stato abolito, compreso il coprifuoco, il 30 giugno alle 23.00. Dal 15 luglio, le frontiere aeree da e verso un numero limitato di paesi hanno riaperto, secondo il protocollo sanitario, mentre le frontiere terrestri e marittime sono ancora chiuse. L'obbligo di indossare mascherine continua in tutti i luoghi pubblici. A partire dal 29 giugno sono stati segnalati 6698 casi totali di coronavirus, di cui 4341 guariti, 108 morti e 2248 ancora in terapia, per un totale di 78.338 test effettuati. Cioè pochi, se si considera che in Italia, nei momenti di maggior controllo, questi tamponi sono stati processati in un giorno. Il tasso di mortalità nel paese è dell'1,5%. In media in Africa è del 2,5%; nel resto del mondo del 5,2%. Le regioni più colpite sono quelle di Dakar, Diourbel e Thies, che detengono il 92% dei casi.
Il lockdown si è concluso il 12 maggio ed è iniziata la fase 2 del parziale allentamento delle misure restrittive. Il coprifuoco era inizialmente dalle 20 alle 6; ora è diventato dalle 9 alle 5 del mattino. Mercati, attività commerciali, persino luoghi di culto sono stati riaperti con misure di allontanamento sociale.
A livello economico, il PIL, che sarebbe dovuto aumentare del 6,8% nel 2020 (i dati sono discordanti; alcuni stati parlano di recessione) si pensa crescerà solo dell'1,1%. Sul fronte della salute pubblica, il governo vuole aprire 33 centri Covid tra il 2020 e il 2021, per assumere 500 medici e 1000 infermieri, su base nazionale.

CONCLUSIONI
Sebbene le aree del nostro intervento siano tra le più colpite, nelle famiglie in cui siamo intervenuti direttamente con la divulgazione e la profilassi, non ci sono ancora stati casi di malattia.  Il processo atto a sconfiggere il coronavirus, tuttavia, è tutt'altro che terminato.  Ti invitiamo pertanto a continuare a seguire i progressi della campagna su la pagina Facebook di Energia . Per maggiori informazioni sui passi avanti da intraprendere, puoi contattare il gestore della fase 3 del progetto all'indirizzo e-mail info@energiaperidirittiumani.it/a> .  Per donazioni o supporto, il nostro IBAN è: IT35S0501803200000011082344 (Banca Etica, agenzia di Roma)

Senza di te non ce l’avremmo mai fatta.

Grazie!

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